Il caso Unplanned: "Cultura è confrontare idee diverse"

Gentile direttore,

ringrazio per l’attenzione mediatica riservata al film UNPLANNED - LA STORIA VERA DI ABBY JOHNSON di cui ho curato il doppiaggio e di cui sono distributore ufficiale per l’Italia. Credo che questo film, richiesto da vari mesi da un grande numero bergamaschi, tra cui alcuni clienti del cinema Capitol, simboleggi la vera Cultura. Ovvero quel processo di apertura mentale, tanto caro al progressismo, che non bolla come “tabù” gli argomenti più scomodi, ma anzi li vuole analizzare e sviscerare perché nessun dolore o fragilità umana, soprattutto se femminile, come di qualsiasi altro individuo, possa essere inascoltata.

Vorrei sbagliare nell’aver percepito dalla lettura dei due passati articoli sul film pubblicati dal vostro giornale, un intento denigratorio volto ad aizzare una parte di gruppi giovanili – al cui pensiero tengo particolarmente – contro il film stesso. Non vorrei che questo attacco fosse ancor peggio dettato forse da motivi personali dell’autore dell’articolo, non inerenti né al film né al distributore, come pare trasparire tra le righe dell’editoriale da voi pubblicato in data 19 giugno 2022.

Ricordo che il film circola da più di un anno ed è stato proiettato, da nord a sud, in più di 200 sale cinematografiche, registrando spesso il tutto esaurito. La proiezione del film, tratto da una storia vera, è sempre stata un’ottima occasione di ritrovo, unione e confronto per realtà anche molto differenti, che civilmente e costruttivamente hanno desiderato esprimere un loro pensiero, anche partendo da punti di vista diametralmente opposti.

Questa credo sia l’essenza della cultura, ovvero l’incontro di diverse posizioni che si arricchiscono nel dialogo. Altrimenti non è cultura, ma dittatura; non è incontro ma scontro; non è accoglienza, ma violenza. Sono sicura che i giovani siano aperti e non chiusi. Io do il benvenuto ad ognuno di loro, di ogni cultura, idea o credo, a confrontarsi insieme in un meraviglioso luogo di aggregazione quale è il cinema, pensato per unire e non dividere.

Mi auguro, quindi, che gli articoli già pubblicati siano stati solo frutto di un piccolo errore. Grazie per l’attenzione. Federica Picchi

Estratto dall'articolo de Il Corriere della Sera - Bergamo 23/06/22

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